Un Laboratorio: perché?

Il termine Laboratorio ha come riferimento gli anni di ricerca su “la mente come laboratorio” condivisi con Loredana Mercadante, Michela Betto e Giuliana De Vecchi, e tanti colleghe e colleghi del gruppo OPPI  di Milano.

La parola Laboratorio ha in sé una forte dinamicità perché richiama alla mente tutto quando avviene in esso. Tutte le azioni, le operazioni, i suoni, i dialoghi, le relazioni… tutto quanto concorre a realizzare qualcosa che è molto di più “dell’insieme delle parti”.

Mi fa pensare alla “bottega” dell’artigiano dove un tempo avveniva l’apprendimento di quella che poi sarà l’attività-lavoro di una vita, e il metodo con cui il sapere veniva trasmesso e quindi tramandato.

“Ecco il legno, ecco i miei attrezzi: mettiti a costruire una chitarra. Ne sto costruendo una anch’io, quindi sono in grado di mostrarti tutti i passaggi necessari: ma NON POSSO INSEGNARTI QUESTO MESTIERE, POSSO SOLTANTO FARTI VEDERE COME SI FA”, risponde  il liutaio a cui Andrè S. si rivolge per soddisfare “la sua volontà di diventare liutaio” .                             (da Non sono mai andato a scuola. A.Stern )

 

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