La bambina “condannata” al silenzio

Helen KellerHelen Keller è la bambina diventata leggenda

Nacque alla fine del XIX secolo in un piccolo paese dell’Alabama, negli Stati Uniti. Poco dopo aver compiuto un anno, si ammala gravemente e a causa della malattia, Helen divenne completamente sorda e cieca.

Anne Sullivan era una maestra di appena 20 anni, ma una grande forza di volontà a prova di frustrazioni, e con lei Helen riuscì a rompere la grande barriera dell’incomunicabilità che le separava.

Fu più difficile insegnare alla bambina a parlare. La maestra ricorse al metodo Tadoma. La bambina, cioè, doveva toccare le labbra delle persone che le parlavano oppure il loro collo per sentire le vibrazioni. Anne Sullivan faceva lo spelling di questi suoni sul palmo della mano e così la bambina imparò l’alfabeto manuale.

Poi la maestra le insegnò a leggere e scrivere con il sistema Braille. Ed è così che Helen imparò il francese, il tedesco, il greco e il latino.

Il percorso di Helen Keller fu veramente stupefacente. Non solo fu la prima persona sordo-cieca ad ottenere un titolo di studio universitario (con lode), ma diventò anche una scrittrice e la relatrice più richiesta del suo tempo.

Insieme ad Anne, Helen visitò più di 39 paesi e divenne amica di Charles Chaplin e di Mark Twain. Il presidente Lyndon Johnson le conferì la Medaglia Presidenziale della Libertà.

Helen Keller si impegnò anche sul fronte politico e lottò senza sosta per migliorare le condizioni delle persone non vedenti del suo paese e del mondo.

Morì in tranquillità e serenità all’età di 88 anni.

Una delle sue frasi più famose è: “O la vita è una avventura da vivere audacemente, oppure è niente “.

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