RECUPERIAMO IL TEMPO NATURALE

Sapremo ritrovare tempi naturali? Sapremo attendere una lettera? Sapremo piantare una ghianda o una castagna sapendo che saranno i nostri pronipoti a vederne la maestosità secolare? Sapremo aspettare?” scrive Gianfranco Zavelloni, e continua che “si tratta di intraprendere  un nuovo cammino educativo.”shapeimage_3

E’ un invito a genitori, insegnanti, educatori , a quanti hanno a cuore l’educazione delle nuove generazioni…E’ un invito anche a quanti nella scuola e attorno ad essa vivono oggi l’I CARE di d. Milani.

E’ un invito a “riflettere insieme” sul senso del tempo educativo oggi e sulla necessità di adottare strategie didattiche di rallentamento.

“Come è nobile la lumaca che ci insegna… che lento è bello!”

dice Gianfranco Zavelloni nel presentare il suo libro la Pedagogia della lumaca.   

Una società con ritmi accelerati, con tempi frammentati, con tempi riempiti, necessita di una scuola che abitua i suoi cittadini ad assumere fin da piccoli il suo ritmo. In un contesto dove “arrivare”, e arrivare per primi, è lo scopo, è fondamentale mantenere tale ritmo.

Ma questo ritmo è quanto mai lontano dal ritmo della persona, è il ritmo della produzione, che non tiene conto che soggetto della Vita è l’essere umano e non il commercio.

Ed è una responsabilità, come afferma Rubem Alves, che la scuola non può delegare, anzi, che deve riassumersi con una veste nuova facendo proprie le intuizioni dei grandi pensatori e con il contributo dei vari attori che in essa interagiscono.

Fintanto che non arriva la società felice,

che ci siano almeno dei frammenti di futuro in cui la gioia sia servita come sacramento,

perché i bambini imparino che il mondo può essere differente.

La scuola stessa sia un frammento di futuro” di Rubem Alves