Il sapore del miele

Ho ricevuto in dono da una “sorella” questa poesia scritta pensando al Closlieu. Me l’ha donata con la sua voce che mi comunicava, oltre le parole, i colori, i suoni e il calore di quel luogo.

E’, il Closlieu, uno spazio che mi rimanda al “sacimagesro” per l’energia che vi avverto, frutto di presenze ed incontri del passato e del presente.

Mi risuonano le parola cariche di preoccupazione ed entusiasmo di Arno con cui ci comunicava la sua “passione”;

“Il bambino obbedisce a una necessità organica inscritta nel profondo, prova un piacere assoluto nel tracciare”

e ancora “La Formulazione è qualcosa di nuovo che emoziona le persone quando ne vengono a conoscenza”.

E questa poesia mi sembra confermi le sue parole.

Miele

C'è un luogo dove distendermi,
in cui mi si schiude la gola 
e il tempo si ferma e torna al primordiale, 
alla palma, 
al miele del dattero maturo.
Un luogo dolce quanto la cantilena materna, 
dove mi riconosco e abbasso le armi, 
in cui niente e nessuno si aspetta da me. 
Oasi soave per il cuore infinitamente accolto e abbracciato, 
dove sono gigante e minuscola, 
capace e nuda di saperi, 
dove lascio scorrere il fiume interiore, 
il mio sapore favorito 
quanto la marmellata al mattino 
l’albicocca succulenta, 
il lampone e la menta piperita.

Elise P.      –     giugno 2015

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